Morire a vent'anni.
Con il piede incollato sull'acceleratore e "l'effetto Rambo" sulla pelle.
La tragica sequenza è sempre la stessa: una strada anonima di periferia, un auto impazzita che divora l'asfalto, un groviglio di lamiere, un'altra vita rapita per sempre prima dell'alba.
Una strage di innocenti.
Un fenomeno di "devianza" sociale per la stampa, per i tanti osservatori che studiano quella che viene definita una "generazione in ecstasy".
La droga, quei terribili cocktail di allucinogeni e alcool, il senso di immortalità, le interminabili notti con la musica a tutto volume...con la morte da mettere in conto, sulla strada del ritorno, magari appena a due passi da casa.
Uno stillicidio continuo che, negli ultimi anni, ha portato via diversi giovani.
Senza contare le centinaia di feriti che, per sempre, porteranno addosso il marchio di una notte di sangue.
Un panorama drammatico che viene catalogato in un fascicolo anonimo, marchiato col timbro delle "stragi del sabato sera".
E così anche la morte perde di significato: "modello quattro pirla in meno".
Le famiglie vivono nel lutto, i superstiti a volte fingono di dimenticare e le Istituzioni stilano statistiche.
Come se per porre fine alle disgrazie automobilistiche bastasse fare un semplicistico calcolo delle probabilità.
Nessuno, invece, si preoccupa di entrare nel mondo dei giovani.
Per tentare di capire cosa spinge un ragazzo a sfidare la morte in quelle notti fracassone che (una su dieci, ecco il valore delle statistiche) finiscono in tragedia.
E poi, appena cessato l'allarme sociale del momento, nessuno approfondisce il problema. Nessuno si sente più "tecnico" e il presunto attivismo finisce nel nulla. L'incidente viene inesorabilmente archiviato e si "attende" solo il prossimo morto per sbandierare ai quattro venti progetti di prevenzione che spesso, troppo spesso, rimangono chiusi in un cassetto.
Retorica, potrebbe dire qualcuno. E, invece, è soltanto la triste realtà.
"MENO VELOCITA' PIU' VITA, SICUREZZA SULLE STRADE"
vuole quindi diventare un momento di riflessione.
Una pausa per mettere sul piatto della bilancia un messaggio sociale e culturale.
Dove giovani, genitori, scuole, istituzioni, addetti ai lavori, istruttori di guida, forze dell'ordine, costruttori automobilistici, ma anche giornalisti, cantanti, uomini dello spettacolo si fermano per offrire solidarietà, capire, rispondere a tutte quelle domande che per anni sono rimaste senza risposta.
Un attimo di pausa, che vinca la burocrazia delle false promesse, per uscire dall'anonimato e dare un contributo alla crescita sociale delle nuove generazioni.
Un appuntamento con la realtà di tutti i giorni che nasce dalla volontà di un genitore colpito nel più profondo degli affetti.
Elio Celone, professore e scenografo, ha perso suo figlio, Silvio, proprio in un agghiacciante incidente stradale.
Ma la morte non ha dato spazio solo ai ricordi, al lutto.
Celone si è infatti deciso, ancora prima di genitore come uomo, a mettere a disposizione degli altri il suo dolore. Per fermare la società in un grande happening di confronto. Con se stessi, con i giovani. Per mettere da parte i pregiudizi, le facili etichette, i moralismi che non portano nulla e abbattere la barriera "omertosa" dei luoghi comuni.
La manifestazione non vuole essere momento di fin troppo facile pietismo, di lacrime per un figlio che non c'è più. Anzi. "MENO VELOCITA' PIU' VITA, SICUREZZA SULLE STRADE" vuole e può diventare uno spazio aperto che raccolga le voci, le esperienze e i consigli, i progetti e le promesse di tutti coloro che vogliono dichiarare davvero guerra alla velocità assassina. E' per questo che è nato un progetto culturale che intende aprire un dibattito e catalizzare l'attenzione di Bologna, della sua provincia, su un fenomeno contagioso: le notti di festa che finiscono a più di cento all'ora contro un palo o a un incrocio di periferia. Torna in mente l'Angelo sterminatore di Bunuel. Quel salotto borghese, tutte quelle persone ammodo che vogliono disperatamente uscire ma una forza misteriosa le trattiene dentro fino alla morte.
Il progetto che si vuole proporre è articolato in diverse sezioni.
MOSTRE: Elio Celone allestirà una personale "Cara vecchia Bologna" per finanziare la predetta manifestazione. Fotografi professionisti e reporter possono curare un lavoro che documenti attraverso delle immagini di cronaca quali sono le cosidette "strade della morte". Alla mostra può essere allegato un volume dove vengono raccolte le voci dirette dei superstiti, con una mappa delle strade più a rischio del bolognese e i progetti delle Amministrazioni locali per migliorare e rendere più sicura la maglia viaria della provincia.
DIBATTITI: Operatori della scuola e Amministratori locali possono incontrarsi per fare il punto sul progetto di educazione stradale negli istituti del bolognese, avviato con successo l'anno scorso nei plessi del comprensorio imolese. Giornalisti e scrittori, psicologi e dj dovrebbero invece confrontarsi sulle nuove tendenze giovanili: la discoteca come messaggio di una nuova cultura; la musica come mezzo di comunicazione della new age; le manifestazioni del disco-pensiero e del senso di immortalità che spinge all'uso incontrollato e incontrollabile delle droghe leggere; la responsabilità dei disc jockey; l'esperienza delle mamme anti-discoteca; la voce di chi vende il divertimento e quella di chi acquista una notte di "felicità".
FILM: In una sala cinematografica da individuare si potrebbe allestire un cineforum sulla trada, sulla velocità, sui disagi delle nuove generazioni. Un programma ad hoc, introdotto da critici e da registi nuovi, particolarmente vicini all'immaginario giovanile. Il cartellone potrebbe essere il seguente: Gioventù bruciata, Il gigante, I laureati. Il sorpasso, L'odio, Il campione, Gli indifferenti, Jack Frusciante è uscito dal gruppo e altri cortometraggi realizzati da reporter che documentano la vita quotidiana dei giovani del Duemila.
SPETTACOLI: Al Palazzo dello Sport si terrà un mega concerto con i cantanti sempreverdi che, nelle loro canzoni, hanno comunque trattato i temi più cari ai giovani. Il concerto rappresenterebbe un momento di incontro per genitori e figli, insieme per entrare nel meraviglioso mondo della musica di confronto. Una sezione a parte meriterebbe, invece, la vera e propria musica dei giovani: Modena City Ramblers, Deus ex Machina, Jovanotti. Come a dimostrazione che le note devono unire, non dividere o uccidere, per far sentire la voce di quei giovani che desiderano un mondo diverso.
L'intenzione è quella di far parlare, di portare in tutte le case un messaggio diverso. Un percorso underground che potrebbe che potrebbe terminare con un treno della musica per i giovani. Un viaggio nelle capitali del divertimento, a Rimini e Riccione, per fare entrare nelle discoteche padri, madri e figli. Tutti insieme, senza giudizi preconfezionati, nella scoperta di una cultura diversa per gridare "MENO VELOCITA' PIU' VITA, SICUREZZA SULLE STRADE".